Amore

Il significato di questa parola secondo i pensatori vedanta, gli Yogi asparsa i grandi Lumi dell’ intelletto

di Fr. Epan


 

Benchè la parola Amore sia stata e sia la più usata, tuttavia rimane la meno capita.

Forse basterebbe a racchiudere tutta la semantica di questa parola il pensiero di S. Giovanni della Croce:

“L’Amore altra cosa non è che il più completo possesso di noi stessi”.

È questa una definizione che offre la totalità del significato di Amore come perfezione e compiutezza assoluta; solo così l’Amore è il vero nome di Dio o meglio del Sè, del Sat-Cit-Ananda, del Brahman, cioè del perfetto, del compiuto, dell’assoluto, della verità.

 

Il Maestro THEARCOS* dice:

“Il Verbo, il Figlio è l’Amore; il Verbo che si fa Carne è la Verità che si fa Realtà: è l’essenza che permea di sè l’esistenza… e se ne macula”.

Secondo RAPHAEL,

“L’Amore non è che passività, pietà, commiserazione, accondiscendenza: non è desiderio nè appagamento di desiderio, non è dare agli altri ciò che gli altri inconsideratamente desiderano.

Il perdono non è Amore!

La gelosia non è Amore!

La possessività non è Amore!

La responsabilità non è Amore!

Il dovere non è Amore!

L’Amore non è un prodotto del pensiero .

Il sentimentalismo non è Amore!

L’emotività non è Amore, e la stessa amicizia non è Amore!

Adorare non è Amore; adorare qualcuno, dormirci assieme non è Amore: anche quando adorate Dio, adorate voi stessi, perchè quel Dio che adorate è una proiezione di voi stessi secondo la misura di ciò che voi credete sia nobile o santo. Questo non è Amore.

Il farsi coinvolgere, travolgere dal movimento psichico di altri non è amore; l’Amore non è un atto di identificazione con le emozioni altrui!

L’Amore infine non è attrazione e repulsione, e non è a monte di questi due poli.

Cos’è l’Amore?

L’Amore (come l’ATMA, come il SÈ, suoi sinonimi) non può essere chiuso in un concetto nè può essere oggetto di adorazione, nè di altro. Nell’Amore si risolvono tutte le antinomie verbali e concettuali perchè:

-          l’Amore è quello stato di coscienza in cui l’Io è assente;

-          l’Amore è Consapevolezza. L’Amore è Comprensione (capacità d’amore).

L’Energia può apparirvi come Universo o come Amore o come Dio: tutto dipende dal vostro stato interiore di coscienza o dalla vostra incoscienza.

L’Amore si matura quando vive in noi la vera COMPRENSIONE, (comprensione, non compassione!).

COMPRENDERE significa CONDIVIDERE – come fa il fiore che, arrivato a maturità, non può non profumare, e tutti coloro che gli si avvicinano possono assaporarne la fragranza -. Il fine della vita è conseguire la piena Coscienza (il Pleroma), cioè L’AMORE.

Lo Yoga è un metodo per evolvere vero Esso, verso il Sè”.

 

Vediamo come si esprime OSHO RAJNEESH a questo proposito:

“Dell’Amore se ne parla molto, ma non è mai vissuto ed è una delle cose più sconosciute.

L’amore è vita e morte nello stesso tempo, è come l’intervallo tra queste due note. Quell’oscuro intervallo è l’Amore, dove la morte e la vita si incontrano, si abbracciano, si innamorano l’una dell’altra, si sciolgono in un orgasmo.

Per questo esiste una tremenda attrazione verso l’amore, perchè l’amore è vita; è però anche una tremenda paura… perchè l’amore è anche morte!

Vi sono tre dimensioni, o livelli, o dominii.

Il primo è il livello degli oggetti, la realtà che si vede e si tocca.

Il secondo è quello della mente: pensieri, emozioni, sentimenti, poesia, filosofia.

Il terzo è il livello del Testimone Cosciente, cioè il livello di colui che osserva I pensieri, osserva I sentimenti, osserva le cose, cioè le modificazioni della mente stessa.

Quel testimone, cosciente, osservatore, che è l’Unità, che è il Centro, è L’AMORE, ed è questo testimone che guarda, che rimane sempre lo stesso.

Sia che guardiate in voi la rabbia, l’amore o l’odio, colui che guarda è lo stesso: in verità TU SEI QUELLO.

Che siate tristi o felici, che la vostra vita sia incubo o poesia… colui che osserva (il Sè), il testimone, rimane lo stesso.

L’Amore è equanime e sempre condivide la sua positività e la sua luce.

Perciò, qualunque cosa bella tua bbia, condividila, non accumularla.

Condividi l’amore, condividi la saggezza, la conoscenza, la felicità e sii grato a chi ti ha permesso di condividere qualcosa con lui e non aspettare gratitudine!

Il condividere è una delle virtù spirituali.

L’amore terreno è una comunione profonda di due esseri che sono pronto ad immergersi nel PRESENTE insieme. L’Amore esiste solo nel presente, mentre invece l’ ambizione esiste solo nel futuro, perciò amore ed ambizione non si incontrano mai.

Dove ci sono due amanti, in realtà non c’è nessuno… c’è solo l’AMORE.”

(dal libro: IL TAO)

Se fai ciò che stai facendo, non sbagli.

Se vuoi ciò che stai facendo, non sbagli.

Se sei ciò che stai facendo non sbagli.

Perciò quando baci, sii il bacio, quando ami sii amore.

Mi pare che questo sia l’inno al vivere nel presente, nell’eterno presente che invece fuggiamo, rifugiandoci nel passato (ricordi) e nel futuro (progetti).

Prosegue Rajneesh: “L’amore di cui ora sto parlando significa che siete diventati così silent che non c’e più attrazione, nè repulsione, nè rabbia… l’altro è scomparso… tu sei solo con te stesso…e, in questo essere solo, l’Amore giunge a te.

Giunge a te come una fragranza, come un profumo.

Quando uno è solo, totalmente solo, l’amore lo pervade! Ed allora la persona è sufficient a se stessa: ecco cosa intendo per MEDITAZIONE”.

Per il Sè, che è Pleroma, cioè pienezza e perfezione, per il Sè che è l’Unità, non esiste molteplicità.

Alla realizzazione del Sè quindi non si giunge in corteo… in gita scolastica… ma quando sarai SOLO (e non ti “sentirai” solo).

 

KRISHNAMURTI (nel suoi “La prima ed ultima libertà” e “Libertà dal conosciuto”) dice:

“L’Amore è sempre nuovo, perciò il ricordo dell’amore è la morte dell’Amore!

Solo colui che pratica il silenzio interiore comprende il reale valore della perfetta solitudine, perchè essa solitudine è Compiutezza, quindi è Amore.

Amore non è la simpatia, Amore non è il perdono, amore non è il possesso, Amore non è gelosia.

Gelosia, possesso, perdono, simpatia appartengono tutte alla mente.

Potrete conoscere l’amore soltanto quando non sarete emotive, soltanto quando non sarete con la vostra devozione… perchè tale devozione è sempre una supplica.

Chi prega non conosce l’Amore; persegue un fine, un risultato attraverso la devozione e la preghiera, il che vi rende ancora più sentimentali ed emotivi… in ciò naturalmente non vi è Amore.

All’Amore non si può pensare, l’Amore non si può praticare.

La pratica dell’Amore, come la pratica della fraternità, resta pur sempre nell’ambito della mente e perciò non è Amore.

L’Amore non è quantitativo ma qualitativo. L’Amore non conosce separazioni in quanto l’Uno è I Molti… perchè l’Amore è uno STATO DI COSCIENZA in cui tutte le modificazioni del soggetto e dell’oggetto sono escluse; è Coscienza senza contenuto, pura coscienza indifferente, non coscienza di questo o quello, ma di Tutto (indivisibile) ossia di Nulla (particolare).

Quando saprete “come” amare una persona, saprete come amarle tutte. Il vostro cosidetto amore per l’umanità è fallace. 

Quando si è Amore non è questione di uno o di molti… vi è soltanto l’Amore e soltanto quando vi è l’Amore tutti i nostri problemi possono risolversi  e solo allora potrete conoscere la beatitudine, la felicità.

Quando voi dite di amare Dio, cosa significa?

Significa che amate una proiezione della vostra imagine, cioè una proiezione di voi stessi sotto certe spoglie di rispettabilità, secondo quello che credete sia nobile e santo e perciò: dire ‘Amo Dio!’ non ha assolutamente alcun senso!

Quando ‘adoratè Dio, adorate voi stessi e questo non è Amore.

In tutto il mondo i ‘santonì hanno sostenuto che guardare una donna è qualcosa di sbagliato ed affermano che non ci si può avvicinare a Dio se si indulge al sesso, quindi lo allontanano per non esserne divorati, ma negando la sessualità oscurano i loro occhi poichè negano l’intera bellezza della terra.

Hanno gelato i loro corpi e le loro menti, hanno disidratato l’essere umano, hanno bandito la bellezza poichè la bellezza è associata alla donna.

Non sono contrario al sesso, ma vorrei vedeste quanto in esso è implicato. Cioè, quello che il sesso momentaneamente vi dà è il totale abbandono di voi stessi… è uno stato in cui non c’è preoccupazione, problema, non c’è IO… ma momentaneamente!

Voi dite: ‘Amo mia moglie’; ebbene, in quello è implicate il piacere sessuale, il piacere di avere qualcuno in casa che badi a voi, che cucini per voi, che badi ai vostri bambini… dipendete da essa che vi ha dato il suo corpo, le sue emozioni, ma se ad un certo punto essa va con un altro, tutto il vostro equilibrio emotivo è distrutto.

Questo turbamento è detto gelosia, ed in esso c’è sofferenza, ansietà, odio, violenza.

L’amavate finchè soddisfava le vostre necessità, ma, nel momento in cui non vi soddisfa più, smettete di amarla e nasce l’antagonismo. Se invece poteste vivere con vostra moglie senza che il pensiero crei tutte queste situazioni vostre interiori, contraddittorie e tutti questi problemi senza fine dentro di voi… forse comprendereste cos’è l’Amore e sareste allora completamente liberi (ed altrettanto per lei).

Quando si ama bisogna essere liberi dall’altra persona, ma anche da se stessi.”

RAMANA MAHARISHI , nei suoi insegnamenti, ribadisce che “l’Amore non è duale e non è differente dal Sè. Il Sè è Amore. Dio, in questo senso, è Amore. Attenzione però: una visione di Dio non è qualcosa di glorioso… è solo una visione del Sè oggettivato come Dio della vostra fede particolare.

Ciò che dovete fare è conoscere il Sè o meglio ancora conoscervi Sè!”

 

Ricordiamo che per esempio anche S. Giovanni della Croce dopo essere stato estasiato dalla visione del Cristo si chiese: “ma se io fossi moro, Cristo lo vedrei moro?”. Capì allora come tutte le sue visioni erano sue proiezioni.

Concludendo, possiamo dire che l’amore è Libertà, ma intesa come: libertà dall’io e non intesa come libertà dall’IO, quindi il vero ricercatore, il vero yogi, non può, ad un certo punto, non uscire, non allontanarsi, non liberarsi della disciplina di un “Ordine” di qualsiasi tipo. Ogni ubbidienza (anche se liberamente accettata) ad un dato livello di espansione del suo stato di coscienza se la troverà come un vestito stretto e dovrà fare come il serpente che muta la pelle… e non come l’insetto che sempre nel suo “esoscheletro” di chitin resterà imprigionato per sempre.

Il “chela”, o il “lanù”, che non supera il Guru è un allievo fallito: il Guru che non impara insegnando, anche dal suo “chela”, è un Guru fallito.

Disse giustamente Thearcos: “la divina scintilla impara insegnando. C’è da chiedersi se un uomo che cerca il suo Dio ad un certo punto… segue ancora una gerarchia!”.

TU SEI QUELLO!

 




*Alla fine degli anni 1940 un gruppo di persone costituisce a Torino l’Associazione Idea Spiritualista, nell’intento di realizzare un “razionale e sistematico studio delle umane intuizioni e delle divine rivelazioni”. Per mezzo secolo, persone della più eterogenea estrazione si sono periodicamente avvicendate intorno a una corrente di pensiero medianico che si è chiamata prima Associazione Pitagorica e poi Idea Spiritualista. Tra queste persone un ruolo di grande rilievo ha avuto Anna Bertelli (1912-2000).

Nata a Savona, è adottata a due anni, dopo la morte della madre, da una contessa Martinengo e assume il nome, con cui rimarrà nota, di Libia Martinengo. Una grave forma di poliomelite le impedisce di frequentare le scuole; si rifugia nel suo mondo interiore e sviluppa doti di sensitiva che più tardi fioriranno in una serie di opere letterarie “subliminali” che attireranno l’attenzione di scrittori e intellettuali. A Torino, Libia stabilisce un rapporto con il Maestro Thearcos, un’entità che le avrebbe dettato molti dei suoi libri e i cui insegnamenti sono trasmessi a una cerchia di amici via via più vasta tramite conferenze proseguite per quasi cinquant’anni.

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