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Gnosi e alchimia interiore parte I

di Al Samekh

 

Prendo spunto da un interessantissimo libro di Toni Ceron, “SFINGE, GRANDE PIRAMIDE, ALCHIMIA INTERIORE” edito da Franco Spinardi a cui rimando per una approfondita analisi del tema, per analizzare alcuni aspetti dell’approccio al Sacro o per lo meno al Divino e alla Verità a cui ogni ricercatore spirituale anela messi in risalto dallo studio di questo ricercatore.

L’esoterismo occidentale descrive l’uomo come veicolo settuplo. Tra le varie combinazioni e creazioni di cui questo essere settuplo fu il protagonista principale fin dalla sua caduta dai mondi divini immortali, si crearono delle opposizioni, delle tensioni non disinnescate, gravate dalle diverse costrizioni e scadenze di cui l’uomo incarnato fu oggetto. Gigantesche formazioni, intimamente dipendenti da lui stesso, si costituirono nel suo ambiente vitale.

Nacquero così 12 potenzialità. Esse, nel nostro uomo che se ne “nutriva” ad ogni respiro, cominciarono a vivere come una seconda natura parassitaria.

La filosofia gnostica parla di 12 eoni, di cosmocrati; e Paolo, di “spiriti che sono nell’aria”. E’ l’inizio di ciò che l’uomo chiama Dio.

Nel nostro stato attuale, possiamo dire che Dio è il risultato di una triplice attività parassita sulla base dei quattro veicoli corporali (corpo mentale-corpo astrale o del desiderio-corpo vitale o eterico-corpo fisico).

Se ciò non fosse avvenuto, nessun dio, nessuna divisione tra ciò che è interiore e ciò che è esteriore avrebbe potuto verificarsi. L’essere originale sarebbe rimasto egli stesso una totalità, essendo senza principio l’unità di Dio, principio di tutto.

L’insieme delle esperienze vissute dall’uomo sedimenterà nelle sfere sottili e magnetiche che lo circondano e lo penetrano. Partendo da queste sezioni-fasce sottili inconsce, tutte le religioni e tutti i gruppi al servizio di eggregori, Dei, dogmi, poteri, ecc., danno la caccia alle forze vitali dell’uomo provvisoriamente incarnato.

Molti ricercatori scambiano la forma superiore dell’inconscio – il celebre “Sé superiore” – per la forma divina. Questa luce non ha nulla di divino, essa non è altro che la somma delle energie mobilitate verso l’alto nel corso delle numerose incarnazioni. La sua funzione tranquillizzante è del tutto relativa. Non è né più né meno che Lucifero, l’illusione, un luogo di passaggio.

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