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Gnosi e alchimia interiore (parte II)

 

di Al Samekh


Poniamoci ora questa domanda: “Che cosa può fare un gruppo, una religione, senza l’individuo? Che cosa è la molteplicità senza l’unità? I numeri senza l’UNO?”


Un ricercatore si lega a un gruppo. I responsabili gli dicono che senza la comunità non può raggiungere la liberazione, perché da solo non potrà penetrarla. Mentre il ricercatore crede che tutto questo sia ancora possibile, perché la sua convinzione rende plausibile tale argomento.


In realtà è fin dalle origini che la collettività non può fare nulla senza l’individuo. Un gruppo non è nulla senza l’individuo, ma un individuo è e resta l’intermediario, la fonte di ogni vita, di ogni energia vitale malgrado il gruppo e tutte le sue manifestazioni.


Da ciò consegue la necessità per il ricercatore di essere cosciente della sua unità, prima di darsi alla molteplicità. Egli si disfa così di preghiere, meditazioni, orientamenti, servizi religiosi, in una frazione di secondo al massimo.


Esclusivamente su una base sana del genere egli, in armonia con altri ricercatori e con altre correnti di vita in cammino, potrà ottenere la conoscenza “vivente”, e quindi non solo più informale, dei 48 aspetti vitali sepolti nella parte inconscia del suo essere.


In un primo tempo per mezzo del gruppo, in seguito con l’umanità intera che prima o poi sarà coinvolta.

Perché ora egli riconosce la necessità di una matrice, di una struttura di lavoro; struttura esteriore e interiore che ingloba svariati campi di operazione.


Il ricercatore accetterà dunque con grande gioia e sollievo diverse regole esteriori e interiori che l’aiuteranno nel cammino della conoscenza di sé, la conoscenza di quel residuo dell’umanità del quale egli è intriso. Solo un insegnamento liberato dagli eoni dell’aldilà, solo una Scuola in perfetta buona fede gli indicherà le necessarie riforme e i pericoli per l’anima di tante esperienze medianiche che troppe persone confondono con l’autentica spiritualità, con la Gnosi. Tutti i gruppi, tutte le strutture religiose o spiritualeggianti non sono necessariamente liberatrici, ci vuol altro. Molti vivono sugli ultimi spasmi dell’era dell’ Acquario e commettono lo stesso errore: la fuga di fronte a ciò che è, a ciò che è già, a ciò che non può essere lì, il 13°. Il Salvatore, Quello.

 

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