Paleastronautica

La Paleoastronautica è una branca dell'ufologia che studia le interazioni tra i popoli del passato con popolazioni extraterrestri, che probabilmente in principio abitavano il nostro pianeta, o che semplicemente, come accade tutt'oggi comparivano all'improvviso nei loro mondi, per influire in qualche modo sulla loro evoluzione.

Essa si occupa di reinterpretare la storia secondo un'ottica diversa da quella ordinaria.

E’ inoltre definibile come la ricerca delle tracce, sotto forma di particolari reperti archeologici, di presunti sbarchi sulla Terra in epoche remote, di visitatori extraterrestri. Questo su analisi del passatola rende considerabile come parte o complemento della clipeologia che si occupa di ricercare manifestazioni ufo nel passato e ritiene che tali apparizoni siano assimilabili agli attuali ufo.

Gli aspetti che la differenziano da quest’ultima sono fondamentalmente due:

- il suo esclusivo interesse per gli elementi di natura archeologica

- la scelta di prescindere dalla fenomenologia ufologica attuale.

Gli avvistamenti di ufo avviene oggi in tutto il mondo e ciò ci da motivo di credere che questo accada da sempre, anche da prima che l’uomo comparve sulla terra.

Una diversa possibile interpretazione si differenzia in maniera molto sottile dalla pura fantasia in quanto i testi utilizzati dagli studiosi che, cercando di utilizzare metodologie scientifiche, si occupano di questo tipo di ricerche sono gli stessi della storiografia ufficiale.

Possiamo notare che molte leggende e mitologie di popoli vissuti in luoghi ed epoche molto diverse abbiano incredibili somiglianze e questo ci fa pensare a remote radici comuni. Tali elementi sono stati tramandati nei secoli, spesso oralmente, e nonostante gli adattamenti e le modifiche hanno conservando una evidente riconoscibilità.

Ad esempio è possibile trovare somiglianze incredibili tra gli dei della mitologia greca ed i personaggi biblici della tradizione giudaico-cristiana.

La bibbia, appunto,  è una inesauribile fonte per gli studiosi di paleoastronautica.

Il “libro di Ezechiele” descrive in maniera dettagliata un prolungato contatto con esseri di altri mondi.

La comprensione di questi studi e di queste affermazioni  passa necessariamente dalla comprensione del significato di questi testi antichissimi, giunti a noi dopo molteplici traduzioni, modifiche e ricostruzioni, e dall’immedesimarsi nella cultura e nel linguaggio del periodo analizzato.

Nelle religioni di tutto il mondo le divinità arrivano dal cielo spesso su “carri fiammeggianti” compiendo azioni inspiegabili dagli uomini ed infondono sapienza e buoni consigli.
Nei testi sacri indiani sono descritti con dovizia di particolari (persino a livello di sistemi costruttivi e di allestimenti interni) dei carri volanti detti “vimana” che possono decollare in verticale e spostarsi a grande velocità nel cielo nello spazio nel mare e sulla terra. Inoltre sempre in testi indiani sono descritti gli effetti sull'uomo e sulle cose di quella che sembrerebbe  un'esplosione nucleare ultimo atto, pare, di una vera e propria guerra svoltasi sulla superficie terrestre in epoca preistorica.
Più o meno contemporanei a Gesù altri due messaggeri giungono sulla terra uno nell'america centrale ed uno in Cina, dando origine alle religioni che si sono sviluppate in questi luoghi.

Molti studiosi, nel ricostruire questa moltitudine di avvenimenti, sono stati portati a ritenere che esseri di altri mondi abbiano da sempre visitato la terra ed abbiano accompagnato l'essere umano attraverso le tappe fondamentali della sua crescita, fornendogli mezzi e conoscenze utili alla sua sopravvivenza ed al suo miglioramento, interagendo con esso in molti modi.

Gli Assiro-Babilonesi adoravano 'Oannes' un dio metà uomo e metà pesce con il corpo ricoperto di scaglie che durante il giorno stava tra gli uomini ad insegnare loro l'agricoltura e le arti mentre di notte si ritirava a dormire nel mare; forse il lontano e deformato ricordo di uno essere civilizzatore proveniente da un mondo lontano che di notte tornava sulla sua astronave parcheggiata sott'acqua, come molti studiosi ritengono. Molte cronache di epoca romana citano i 'Clypes ardentes' ed i 'Trabes ignitae', misteriosi oggetti volanti in cui non è difficile trovare somiglianza con quelli che oggi noi chiamiamo ufo.

Secondo un’ipotesi gli etruschi sarebbero giunti sulle sponde dell'Arno dall’America forse attraverso il mare o quel continente scomparso conosciuto come Atlantide, ove risiedeva l’antica civiltà anello di congiunzione tra il “vecchio” ed il “nuovo” continente e scomparso forse con quel cataclisma che ha cancellato i ricordi dell’era precedente.
Questa potrebbe essere una spiegazione per le analogie tra le mitologie di due continenti che per millenni sono rimasti separati.

Ad esempio in entrambi era uso edificare i centri abitati su alture impervie, forse per motivi difensivi o forse per essere idealmente (o praticamente) più vicini agli dei e fornire loro gli spazi adatti ad atterrare con i loro “carri volanti”.

La Bibbia ha dato un’ampia serie di "prove" all'ipotesi di presenze extraterrestri:

Si ipotizza un intervento extraterrestre nell'episodio in cui Giosuè ha fermato il Sole o quello in cui ha abbattuto grazie a una tromba le mura di Gerico, un’altra ipotesi vede l'Arca dell'Alleanza come un manufatto alieno e molte altre ancora.

Quindi tutti gli eventi straordinari citati nell'Antico Testamento e che trovano ragione d’essere solo grazie alla fede in Dio possono essere spiegati secondo il punto di vista che vede gli extraterrestri direttamente coinvolti nelle vicende dei nostri antenati.


Per approfondimenti

Consultare la sezione Domande e Risposte Ufologia

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